Colors: Red Color

 

 

di Massimo Reina

 

Viviamo nell’epoca in cui il giornalismo, quello vero, quello che dovrebbe informare, denunciare e raccontare senza filtri, è stato sostituito da un circo di pseudo-giornalisti che si credono star, pronti a tutto per una manciata di visibilità, un contratto più remunerativo o magari un invito in prima serata.

 

di Massimo Reina

 

"Trecentomila morti ufficiali (che potrebbero in realtà essere mezzo milione secondo fonti indipendenti di Kiev - Ndr). Il 30% del territorio perduto. Una nazione in macerie." No, non è il bilancio di un film di guerra di serie B, ma il risultato tangibile della “strategia” occidentale in Ucraina, come denunciato da Alexey Arestovych, ex consigliere di Zelensky, con un’amarezza che suona come un requiem.

 

di  Massimo Reina

 

Vi ricordate quando l’Europa era la “culla della diplomazia”? Sì, proprio quell’entità che si vantava di risolvere conflitti con la forza della parola. Ebbene, oggi di diplomatico resta giusto il nome sulle targhe di qualche auto blu: la verità è che ci siamo trascinati in una guerra insensata contro la Russia (sì, era così complicato tentare di mediare prima?), ci siamo giocati la faccia, il portafoglio e, per completare il disastro, finiamo pure tagliati fuori da qualunque trattativa di pace.

 

di Massimo Reina

 

Dove sono finiti i soldati ucraini? Se lo chiedono in molti, ma la risposta è chiara come il sole: chi è ancora vivo ha disertato, si è arreso o si è dato alla macchia. E chi non ha avuto questa fortuna giace sotto metri di terra, sepolto da una guerra persa da tempo, ma che l’Occidente si ostina a rianimare con il defibrillatore degli aiuti miliardari. Peccato che il paziente sia già morto.

 

 

di Massimo Reina

 

Non c’è niente di più divertente – e allo stesso tempo tragico – di vedere come certi castelli di carta crollino al primo soffio di vento. O meglio, al primo tweet di Maria Barabash, presidente di “Sprotiv”, l’organizzazione pubblica ucraina per la lotta alla corruzione. Una che, per inciso, sembra essere più dentro i giochi di quanto non lo siano gli stessi protagonisti.

 

Si indaga sull’attentato. Vittime innocenti e un sospetto con passato estremista

 

di  Monica Vendrame

 

Una mattina di protesta pacifica si è trasformata in tragedia a Monaco di Baviera, dove un’auto grigia, una Mini Cooper, è piombata su un corteo di manifestanti, causando circa 30 feriti, tra cui bambini e persone in condizioni gravi. L’episodio, avvenuto intorno alle 10:30 del mattino, ha scosso la città e riacceso il dibattito sulla sicurezza pubblica e sulla gestione dei richiedenti asilo in Germania. Mentre le indagini sono ancora in corso, le autorità non escludono che si possa trattare di un attentato con motivazioni estremiste.

Notizie