La Memoria che non insegna
di Massimo Reina
Oggi è il Giorno della Memoria, quella data in cui, almeno per ventiquattr’ore, l’umanità si sforza di ricordare. Ricordare Auschwitz, Dachau, Treblinka, i campi di sterminio nazisti dove sei milioni di ebrei, oltre a rom, disabili, omosessuali e oppositori politici, furono ridotti in cenere. Le commemorazioni si sprecano, con le solite parole gonfie di retorica e una buona dose di ipocrisia. “Mai più”, ci diciamo ogni anno con un fervore che dura il tempo di una cerimonia, per poi dimenticare tutto appena spente le luci delle telecamere.