Colors: Blue Color

 

di Arianna Di Presa

Nel presente articolo intendo evidenziare la corrente astratta e narratrice dell’artista marsalese Paola Vitaggio. Il suo amore incondizionato per il Cielo lo trasferisce direttamente su tela, sulle onde dell’infinito e sul valore delle stelle in note sublimate verso il Cosmo. I colori per la Vitaggio nell’eccelsa fluidità, sembrano divenire forti preghiere verso ciò che non si vede, come un soffio di vento che accarezza repentinamente l’anima. In questo senso, dunque, la lirica cosmica di Paola Vitaggio è un’escursione plateale di vivide sensazioni che regnano al di là della concretezza materica e si dirigono in una gloriosa musicalità senza interruzione. Il silenzio e la contemplazione si configurano come le corde primordiali per prendere confidenza con le universali sfumature addensate e condensate ai confini dell’inaspettato immenso.

In ultima analisi, le esposizioni della Vitaggio assumono una valenza internazionale e sono sempre più apprezzate dai fruitori, poiché il silenzio cromatico diviene parola pregiata e fortificata derivante da ciò che manca, in modo che assenza e presenza si uniscano all’unisono rendendo manifesto un ragionevole dolore, il lume per arrivare a sfiorare il sovrannaturale con lo sguardo. L’intera pittura diventa una canzone che fuoriesce dai battiti emotivi fino ad influire sull’ode delle nubi miscelata alla voce dell’umanità.

“Il linguaggio delle stelle è silenzioso come l’odore del cielo

dove il miraggio diventa condensata nube,

il nascondiglio pacato per risorgere.”

 

 

 

di Arianna Di Presa

Maria Luisa Donegana vive e lavora a Como. La sua Arte esprime una danza naturale immersa nella delicatezza di un Realismo incantato, tra il profumo di rose e ninfee, all’interno di una paesaggistica continua di tocchi ed emozioni. L’atmosfera della Donegana desume una musicalità latente, che si esplica negli emblemi materici, narratori di storie e volti sui quali trapassano le ancestrali visioni esistenziali trasferite nell’istantaneo presente. Un tuffo perenne, in un’ammaliante concretezza che la pittrice evidenzia attraverso la sua valvola interiore, intrisa di sospensioni fortificate e al contempo disperse nei luoghi da sfiorare tramite i passi dell’umanità. L’espressione “Realismo incantato” dunque, contiene un respiro che ossigena l’aria linfatica oltre la tela, in cui trapela uno stato contemplativo e benefico per l’evoluzione dell’essenza stessa.

L’Essenza dell’Essere pertanto, sembra divulgare il risultato di una concretezza ritratta alla perfezione, una vocazione intima del sentimento, la quale permette al fruitore di compiere un’approfondita autoanalisi nel ricamo di ogni tessitura animica. Rigore e ritmicità si configurano come le essenziali membrane per addentrarsi nelle opere di Maria Luisa Donegana, uniche per la loro evocativa estetica e salienti nel perpetrare una rilevazione disinvolta rispetto al mondo circostante. In ultima analisi, è opportuno focalizzare l’apporto tecnico ammirevole nell’espressività umana, che attribuisce una sinergia lodevole alle minuzie incisive accorpate in tasselli d’indagine psicodinamica.

“Tutto ciò che risuona in profondità restituisce innata pienezza”.

 

 

di Arianna Di Presa

Maria Rosaria Iacobucci vive e lavora a Pescara. La sua Arte rappresenta perfettamente i moti celesti, in un’avvincente aggregazione metafisica, dove ogni atomo combacia con il richiamo del Cielo. I nuovi mondi della Iacobucci conducono i fruitori dentro un viaggio astronomico e talvolta tassonomico per l’indiscutibile precisione delle particelle stellari, che sembrano coinvolgere i fruitori all’interno di un tappeto di desideri da realizzare.

La dialogica universalità si dipana dunque, come la caratteristica più lineare e irraggiungibile di ogni opera che annuncia un osservatorio di pianeti convulsi, lontani e vicini, secondo una precisa prospettica ottica. Astronomia e Arte pertanto, si uniscono lungo lo stesso filone che costituisce per la pittrice uno straordinario binomio al fine di avvertire insieme agli spettatori la sospensione universale. I tempi e i luoghi entrano nell’alveo di una dissolvenza fugace e sfuggente, in cui l’uomo percepisce la sua essenza a livelli minimi rispetto alla grandezza esponenziale tra le braccia del Cosmo. In secondo luogo, nello stile della Iacobucci, si avverte un’originalità mai vista, che consente di avvicinare attraverso una potenza graduale l’energia sinergica dei pianeti alla quotidianità, dentro ad un’evasione ricercata e vissuta nel profumo plateale di substrati terreni, tramutati in polvere ultraterrena.

In realtà, questa manifestazione pittorica, tramanda un atavico trapassato inciso di entità primordiali appese e sublimate al flusso aereo, ossigenato dal brillio di nebule appena visibili sullo sguardo umano, ma rese eterne in un rispecchiarsi costante di splendenti comete. Uno scenario proteso al sospiro del Cielo è quello della Iacobucci, una sospensione eterea narrata a bassa voce, dal sussurrare lento delle stelle in corsa verso l’attesa dell’infinto.

 

 

di Arianna Di Presa

Nadia Ferrari nasce ad Oderzo in provincia di Treviso. La sua vocazione per il colore si sviluppa a partire dalla tenera età fino a diventare una vera propria tecnica evolutiva, che conduce la sua pittura verso sguardi sempre più alti all’interno di numerose esposizioni locali e internazionali. I soggetti raffigurati dalla Ferrari, sono perlopiù donne, che nella loro sentita femminilità dimostrano una dignità tumultuosa, oppure invocano attenzione in relazione a tematiche sociali di grande valenza, come la violenza di genere, le vittime e gli orfani di guerra, il razzismo e ogni forma di pregiudizio radicato nella mentalità dell’uomo. La pittrice nel corso degli anni, perfeziona in maniera esponenziale la sua comunicazione cromatica, tale da conferire al fruitore un avvolgimento magnifico all’interno di un richiamo emotivo somigliante ad un battito d’ali tra il Nulla e l’Infinito.

Un’elevazione spirituale, dunque ,che trapela dall’incisione materica, all’interno di volti che sussurrano sofferenza e sembrano spostarsi verso una consapevolezza che fugge in un battito altisonante, la metafora concernente il processo catartico che compie il bruco poco prima di diventare una variopinta farfalla. È questo infatti, il messaggio ritmico di Nadia Ferrari, un dialogo emotivo silenzioso e al contempo, tremendo e assordante nel suo esplicitarsi attraverso spostamenti repentini che lei stessa riesce a mettere in evidenza in maniera estrema e lussureggiante, tanto da riuscire a concentrare l’istante mutevole nella potenza del gesto pittorico. In ultima analisi, l’Arte della Ferrari pertanto, costituisce un prologo da custodire al fine di scoprire delicatamente la partitura libera e delicata dell’anima. 

 

 

“Era affascinato da quella visione del mondo, percorso da innumerevoli fili invisibili che si intrecciavano come una rete da pesca, che invece dei pesci pescava esistenze”

Scrive l’autore all’inizio di un capitolo della sua ultima opera “ Angeli Incompleti”.

La parola "angelo" deriva dal latino angelus ed ha origine dalla parola greca ἄγγελος (traslitterazione: ággelos; pronuncia: ánghelos), traduzione dell'ebraico מלאך, mal'akh, e significa "messo", "messaggero", "servitore".

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