Parma / Alessio Zanichelli: poesia e Web TV
Intervista di Silvia Giampà
Intervista di Silvia Giampà
di Roberta Mezzabarba
“Ogni posizione ha un nome preciso e nel mio caso è quello di direttore d’orchestra, non di direttrice e così voglio essere chiamata, me ne assumo la responsabilità.”
di Arianna Di Presa
Sergio Riviera vive e lavora a Suzzara in provincia di Mantova. È noto a livelli internazionali come il pittore dell’anima, in quanto riesce ad una velocità sublime a rendere partecipi i suoi fruitori all’interno di prati verdi, cascate e fiumi che inorgogliscono al profumo di delicati fiori.
Il maestro Riviera è conosciuto e ampiamente apprezzato dai critici d’arte più influenti, tra i quali Vittorio Sgarbi e Paolo Levi. Il vasto infinito perpetrato dal pittore è un vivo segnale di un’anima che non approda lungo nessun fondale, riuscendo ad affrontare con temperanza, ogni sconfitta oceanica, al fine di giungere verso il saluto al sole, un tramonto collettivo di eterna gratitudine che albeggia agli inizi di un luminoso giorno.
La luce si configura dunque, come la linea sottile che accarezza egregiamente ogni cromatismo dettagliato e perfetto, nel sinuoso ritmo sinfonico, preannunciando candide note d’intensa interiorità. Anima e Vita nella loro teatralità materica donano un’incommensurabile richiamo tra le radici dell’immenso, all’interno di praterie soffuse dall’incanto notturno accompagnato dal brusio delle lucciole e l’inserto pazzesco di un cielo che miscela il viola al blu etereo, come un’andatura angelica per la beatitudine terrena. Suoni e silenzi dentro anafore cromatiche rendono esplicito ogni istante intimo ed essenziale nella sua linfa vitale. Tutto tace e accade. Nulla avviene per caso. L’immensità si avverte inevitabile nelle urla mute del cielo, quando l’Universo diviene un pittore e un narratore, il portavoce fondamentale per ricercare la pienezza esistenziale a partire dall’ennesimo filo d’erba, solitario, tra le gocce di rugiada fino alla maestosità di ruscelli che scorrono nelle vene emotive.
M’inchino al sovente infinito come una goccia d’acqua
che trova ristoro nel barlume del sole.
Estasi e Beatitudine asciugano l’etereo sguardo di luminose lacrime.
di Rita Scelfo
Se attraversassimo l’Italia da Nord a Sud, isole comprese, scopriremmo bellezze artistiche e perle nascoste; c’è un patrimonio culturale da custodire e da valorizzare come ad esempio in Sicilia “Il Parco Letterario Salvatore Quasimodo” nei pressi di Roccalumera, tra Messina e Taormina. A Roccalumera ha vissuto Quasimodo, Premio Nobel per la Letteratura (1959); nato a Modica, vi si trasferì ad appena cinque giorni dalla nascita e a soli 14 anni scrisse la sua prima poesia sulla spiaggia del paesino. Il Parco, sorto in onore del poeta, è attivo dal 1998 quando la Comunità Europea ne firmò il riconoscimento ufficiale in seguito al Concorso “Sovvenzione Globale Parchi Letterari” risultando fra i 16 vincitori; da allora si è operato al fine di portare avanti un efficace incontro tra Letteratura e Territorio.
di Arianna Di Presa
Enzo Monterosso vive e lavora a Milano. I quattro elementi naturali, Aria Acqua, Terra e Fuoco sono gli indici primordiali per visionare anche da lontano l'ampiezza lineare e prospettica di ogni opera. Il blu è molto spesso il cromatismo più ricorrente utilizzato dal Maestro per navigare irrimediabilmente lungo i fondali marini e sfiorando la voce trasparente dell'acqua, nella sua accentuata catarsi. Monterosso si configura a livelli esponenziali, per il suo eclettismo e cosmopolitismo due qualità fuorvianti, al fine di comprendere la raffigurazione pittorica incarnata, dal perpetuo movimento interiore.
Lo studio della natura è dunque, la direzione dimostrativa che conduce il fruitore ad un'immedesimazione intrinseca, come se lo sguardo potesse abbracciare il colore.
Nel medesimo istante le miscele di Monterosso sembrano propendere verso l'alto, come se fossero la geografia indissolubile nel cammino di ogni uomo.
In ultima analisi, l'Arte del Maestro Monterosso fortifica tramite un apporto gnoseologico l'importanza di una corrente esistenziale mirata al quesito tra Uomo e Creazione.
Il luogo non è lo spazio circostante , bensì una densità irraggiungibile di particelle che deviano dall'universo.
Recensione di Lorenzo Spurio
La casa editrice Taut di Milano, fondata e diretta dal poeta Alberto Pellegatta, ha recentemente dato alle stampa il volume La volontà amorosa, liberamente attribuito al celebre poeta e drammaturgo spagnolo Federico García Lorca (1898-1936).