In un contesto televisivo e di comunicazione mediatica sempre più incentrato su veri e falsi VIP, sull'immaginario archetipico del successo capitalistico, sull'opinionismo tuttologo di alcune figure pubbliche che, inconsapevolmente, mettono in mostra alcune proprie possibili "patologie cliniche", in una pressante oscurità composta di retroscena morbosi su tristi e inquietanti fatti di cronaca che costellano lo scorrere della storia quotidiana di un Paese in seria difficoltà etica da molto prima delle difficoltà economiche e sociali generate dalla pandemia che attualmente continua a dilagare, in buona parte per l'errore umano, un raggio di sole squarcia da tempo le nuvole nere, regala un punto di vista nuovo, umile ma non per questo privo di autorevolezza, potere e capacità di innescare la speranza: è la voce gentile di Domenico Iannacone, classe 1962, cinquantanove anni domani.