di Arianna Di Presa
Nel presente articolo intendo descrivere l'arte incisiva e ritrattista di una nota pittrice di Como Daniela Porro.
Daniela Porro da anni è impegnata in numerose mostre dove riesce sempre in maniera strepitosa a rendere omaggio alla danza esistenziale attraverso la raffigurazione incisiva di delicate fanciulle pronte a danzare ritmicamente nell'universo. La sua passione e professione è stata trasmessa in maniera autentica alla figlia Sarah Bellome, poetessa e pittrice, che sulle orme della madre è riuscita a mostrarsi fortunata e resiliente, attraverso l'arte, un mondo sgorgante di riflessi interiori ed empatia, il quale ha permesso di addentrarsi nella forza evolutiva anzichè ancorarsi ai pregiudizi sociali, fin troppo spesso fonti di esclusione dal mondo.
L'arte dunque, si pone come la perfetta interfaccia di conquistate vittorie, una sorta di pedagogia della differenza, ossia un insegnamento educativo che valorizza le risorse emblematiche e animiche della persona, nelle propria totalità. Ne sono un esempio prezioso le "fanciulle in fiore" un percorso artistico personalizzato più volte omaggiato e presentato dallo Storico e Critico d'arte contemporanea Giorgio Gregorio Grasso, dove l'umanità è divenuta linfa di purezza e arricchimento collettivo da trasmettere al pubblico, in simbiosi tra nascita e fatica in cui trapela costantemente il seme del coraggio conquistato in un rapporto di crescita quotidiana.
Questo è dunque il potere evolutivo dell'arte, un viaggio di misteriose difficoltà trasformato in un catartico ruscello tra mimesi materica e psichica in un linguaggio denso di contorni delicati tra sguardi profondi e silenzi privi di parole dentro il nome indefinito del movimento del cuore.
