Colors: Blue Color

 

di Arianna Di Presa

Nel presente articolo vorrei evidenziare l’ultima opera della nota pittrice Francesca Barnabei, scelta dal Critico d’arte Vittorio Sgarbi come Finalista al Premio da lui stesso diretto.

Un capolavoro oceanico che induce il fruitore in un abbracciato catartico tramandato dalla potenza dell’onda, capovolta e potente come il flusso dell’anima, il quale si addice variopinto e silenzioso tra ombre e luci decantate dalle acque meravigliate dal volo dei gabbiani.

Un linguaggio certamente celeste e sublimato da un canto poetico, che non necessita ulteriori descrizioni; un’immersione trasformativa, che va a sviscerare l’essenza del sé in plurime vite, tra addii assenti ed eterne presenze, destinate ad approdare lungimiranti e lontane nell’onirica realtà della Creazione. Sullo sfondo vi è un vento rigeneratore di piena speranza, verso le nubili novità implementate sul candore universale.

L’esposizione sarà dal 29 ottobre al 1 novembre 2021 dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 presso il Centro Fieristico e Congressuale Padiglione n 5  (Via della Fiera 11, Ferrara).

 

Le parole del  mare

infondono un quieto risorgere

nell’effervescente oceano

dove l’intima speranza

contempla eternamente l’infinito.

 

 

di Maria Pellino

Non è facile districarsi nella società attuale, tra differenti offerte culturali che sono diventate sempre più rare a causa della pandemia. Nonostante le difficoltà dovute a restrizioni, chiusure e sfaceli vari, nella città di Trezzo sull'Adda, nel mese di luglio, si celebrava la cultura; la cultura intesa come “coltivare”. Il vero senso di cultura non risiede nel lasciarsi cullare dalle ondate moderne di accettazione passiva e di omologazione del pensiero e dell'esistere. Tutti siamo chiamati ad apprendere continuamente, e soprattutto, ad affinare quel pensiero critico che ci rende mai succubi di qualcosa. Cultura pura è quella che ci dà gli strumenti per poter essere più consapevoli e soprattutto rinnovare noi stessi e chi ci sta intorno. Proprio a Trezzo sull'Adda, nasceva, in questo luglio scorso, un movimento culturale, una corrente nuova che pone le sue basi da un'attenta osservazione della realtà, dallo studio concreto delle nuove dinamiche sociali e dalla profonda ricerca di sostanza e contenuti di essenza. Ho voluto intervistare colui che è il fondatore e l'ideatore di tale movimento, Fabio Martini, scrittore, poeta, editore.

 

di Stefania Melani

Vincent Van Gogh nato nel 1853 nel Brabante d’Olanda, è rimasto un mito fra gli artisti cosiddetti “maledetti “ fra Arthur Rimbaud, nato a Charleville in Francia nel 1854 e Paul Verlaine, poeta nato nelle francofone brume di Metz in Lorena, nel 1844.
Tutti e tre furono mossi da una forte passione sociale.

Vincent Van Gogh soggiorna a Parigi dal 1886 al 1888 e qui scopre la pittura Impressionista, approfondisce l’interesse per le stampe giapponesi...così curate nel dettaglio e così dolci.

La scoperta del colore nella pittura degli impressionisti lo influenza molto, il colore giallo cromo è la sua passione, si dice lo stendesse anche con le mani e che questa cosa abbia avvelenato Vincent, peggiorando una salute precaria.

Qui egli sente una gioia nuova dentro di sè...e ci regala quadri di intense cromie, come molti paesaggi e innumerevoli versioni dei girasoli.

La sua vita fu molto difficile, una natura fragile e tormentata lo porta ad un’instabilità interiore, a forti commozioni ed a violenti coinvolgimenti.

Molto sensibile avrebbe desiderato di essere amato, ma la sua difficoltà di relazione lo metteva spesso in situazioni di impaccio che furono causa di delusioni infinite.

Ebbe l’affetto vero e molto forte del fratello Theo che lo amò ed aiutò sempre e la protettiva ammirazione di pochi amici.

Vincent rimane un artista intellettuale, sofferto e contorto, lettore appassionato e curioso che passa dalla Bibbia a Dickens, dai musei all’interesse per le stampe giapponesi.

La pittura diede un preciso indirizzo alla sua vita, gli permise di trovare se stesso, guidato da un istinto visionario e artistico cercava sempre la Verità attraverso la propria arte. Con le sue opere egli parlò al mondo, nella sua inquietudine il rapporto con la pittura fu assoluto e totalizzante tanto che essa fu anche il suo carnefice.

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SULL'OPERA:
Fra terra e cielo... in questo quadro possiamo vedere la poesia.

Una luminosa e alta poesia, che si erge con vorticoso segno verso l’infinito...

La Provenza è per Vincent una rivelazione, rimane entusiasta dalla sua bellezza solare, dai colori perfetti e puri dei suoi tramonti, delle albe e dal paesaggio.

Un paesaggio magico e ricco di una bellezza senza tempo...che tocca il cuore e lo affascina...donandogli nuova vita!

Qui, nel sud della Francia, l’artista realizza opere significative, piene di colore, luce che gli illumina il cuore e illumina le sue tele...

Con questa ed altre opere constatiamo una nuova pennellata, emozioni di sole che lo abbracciano, egli può finalmente sentirsi libero dallo spettro della pazzia che lo ha perseguitato.

È felice, si perde in questa gioia...ma è uno stato d’animo che non dura.

Troppo breve purtroppo....

Muore suicida ad Auvers-sur-Oise il 29 Luglio 1890.

PROFONDO E SENSIBILE VINCENT, LA VITA PER TE È STATA TROPPO DURA.
UN PESO CHE HA SPEZZATO IL TUO CUORE!

Un felice cammino di Arte e serenità a tutti voi che leggete.


Nella foto di copertina:

CYPRESSES WITH TWO WOMEN (1889)

I CIPRESSI E DUE DONNE
VINCENT VAN GOGH
OLIO SU TELA

30/3/1853
29/7/1890 

 

 

di Maria Pellino

Tutti sanno che lo haiku è un componimento poetico giapponese riconosciuto come forma d'arte intorno al XVII secolo. Lo haiku ha avuto nel corso dei secoli diffusione in tutto il mondo. Anche in Italia tra la fine dell'800 e inizio 900 si diffonde l'interesse per la poesia giapponese e iniziano così a diffondersi le prime traduzioni. Oggi tale componimento si è radicato nel terreno culturale italiano come arte tra forma classica e di innovazione. Ne parliamo con il Prof. Jacopo Rubini, docente di Composizione Latina alla Università Pontificia Salesiana di Roma e docente di Latino, Greco e Materie Letterarie presso il liceo classico M. Buratti di Viterbo. Il Prof. Jacopo Rubini ha avviato Opaca Fronde, un progetto che coinvolge il latino nella sua dinamicità e applicazione allo haiku. Il risultato è commistione di culture, purezza di nuovi germogli di pensiero vivo.

 

di Arianna Di Presa

Esposizione artistica a cura di Ivan Garrini “Anfratti”

Dal 5 al 14 novembre 2021 si terrà l’esposizione artistica del pittore Ivan Garrini, dal titolo “Anfratti”.

Essa avrà luogo in via Zanardelli presso il Museo della Città di Chiari a Brescia.

“Anfratti” trasporta i fruitori all’interno di una geometria prospettica ed evolutiva, intrisa di forme sospese nella loro eloquenza inspiegabile dentro a catartici frammenti universali.

Di sicuro, l’astrattismo dialogico sembra mostrarsi la corrente più appropriata per intravedere la perfezione stilistica che si cela attraverso un sogno leggermente sfumato, ancora in fase di completa attuazione.

Per poter accedere alla mostra sarà necessario il green pass. Il vernissage è previsto il 5 novembre alle ore 18.00 con musica dal vivo, mentre i giorni restanti avranno i seguenti orari di visita:

giovedì 9.00-12.30  venerdì, sabato e domenica 9.00-12.30 – 15.30-19.00

“L’arte esprime l’universo manifesto per comprendere maggiormente l’universo.” 

 

 

di Arianna Di Presa

Nel presente articolo intendo approfondire il profilo letterario attraverso delicate sfumature ontologiche del noto scrittore e musicista abruzzese Antonio Masseroni.

Classe 1978, Masseroni nasce a Giulianova in provincia di Teramo e risulta fortemente abile nel saper creare un’unione indissolubile tra melodia e parola idonea a formare un universo perfettamente sospeso intriso di sogni e realtà.

I suoi romanzi principali risultano quattro e come si evince dai titoli di  tale percorso narrativo si può estrapolare una notevole connessione con la natura; “La nostalgia dell’acqua,” si profila come un genere fantasy e fantascientifico dalle tinte oniriche con sfumature ancestrali, dove le storie dei personaggi assembrano passato e futuro (2014). Proseguendo con “Riverberi d’ombra” pubblicato per la prima volta nel (2016) e successivamente articolato in un’edizione più recente (2020) permette ai lettori di addentrarsi nella gelida insicurezza dell’anima di fronte al cambiamento, un processo raffinato e psicanalitico perseguitato dall’ombra, che si funge la primordiale  interprete di un irraggiungibile inconscio conoscitivo pubblicato da Artemia Editore. Nel (2017) invece, l’autore predilige la sensazione del trovarsi ingabbiati nel proprio mondo interiore che riporta egregiamente nel testo “Le nuvole di Avel,” in cui il senso dell’Io si sgretola perennemente e l’anima diventa dispersa come un profugo senza approdo inghiottito dalle onde del mare.

“Il sognatore di specchi” (2019) è dunque,  una sorta di autobiografia  al fine di comprendere l’esistenza sognata, tracciata con egregia maestria da Antonio Masseroni, dove si assiste ad una sentita fonte esistenzialista, insista nei palpiti animici dello scrittore in questione, emblematica e attuale, per restituire ai fruitore un profondo abbraccio abissale e  avvicinarsi all’ineccepibile mistero cosmico.

 "I sogni sono soltanto specchi, credimi. Loro ci dicono chi siamo. Attraverso loro vediamo noi stessi, ma non come faremmo nella realtà. Bensì con tutte le diverse sfumature della nostra anima che spesso ci restano nascoste. Senza i sogni siamo poco più che carne e sangue, Gabriel. Carne e sangue..."

(A. Masseroni “Il sognatore di specchi”, Infinito Edizioni.)

 

 

di Annamaria Emilia Verre

 

Sospiro dell’anima è la poesia,/e  suo respiro,/del silenzio suo ne è la voce./Poesia è l’anima che il pensier trova e di bellezza parola si fa./Lieto posto è l’anima per la poesia:/da lei nasce a lei ritorna.

Così scrive Michele Petullà in una sua bellissima lirica dal titolo “Anima e Poesia”, liberamente tratta dalla sua ultima opera letteraria “Frammenti d’Anima”.  Un legame inscindibile. La poesia è anima scritta, una musa, che con il suo irresistibile richiamo esprime quello che si ha dentro, trasformandolo, così,  in parole che suonano di gioia, di dolori, di amore … di emozioni, e successivamente, ritorna all’anima di chi la legge come una dolce carezza.

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