Buon anniversario, euro. 20 anni della divisa europea
di Virginia Murru
Il primo gennaio 2002 è per ovvie ragioni una data storica, una pietra miliare nel travagliato percorso della valuta europea.
di Virginia Murru
Il primo gennaio 2002 è per ovvie ragioni una data storica, una pietra miliare nel travagliato percorso della valuta europea.
di Virginia Murru
Si tratta delle stime diffuse dal ‘Centre for Economics and Business Research’, un record storico, previsioni certamente più positive rispetto ad un anno fa, alle quali ha contribuito la campagna di vaccinazione avviata ovunque nel pianeta.
Restano i dati vulnerabili riguardanti il tasso d’inflazione, che da un anno a questa parte ha seguito un trend in salita, e creato incertezze soprattutto in Paesi come la Germania e gli Usa.
Anche la situazione di stallo relativa all’emergenza climatica resta un’incognita nell’evoluzione del prossimo decennio, nonostante le iniziative e gli accordi siglati nei meeting internazionali.
L’Economia mondiale va avanti dunque, malgrado il clima di emergenza sanitaria e la lotta contro un virus che rinnova i suoi attacchi micidiali tramite le mutazioni del genoma, ogni volta più insidioso a causa dell’alto indice di contagiosità.
Il pianeta sta comunque cercando di reagire alla recessione, e lo sconquasso che ha portato nel bilancio di ogni singolo Stato, causa diretta della pandemia. Il debito globale, infatti, nel 2020 ha sfiorato un vertice mai raggiunto dopo il secondo conflitto mondiale: 226.000 miliardi di dollari.
In questo versante il debito pubblico incide per circa il 40% di quello totale, ossia un traguardo poco lusinghiero che trova riscontro solo intorno agli anni ’60.
C’è ancora prudenza nella politica monetaria delle Banche Centrali, la Bce ha deciso di lasciare i tassi invariati, la Bank of England si è distinta, è stata infatti la prima tra i principali Istituti centrali a scegliere un rialzo.
Il Pil mondiale accelera e si dirige verso i livelli pre-Covid, con due anni di anticipo rispetto alle previsioni, e nonostante l’attuale clima d’incertezza. l’Italia nella classifica degli Stati con economia più avanzata, è all’ottavo posto, e lo conserverà anche nel 2022, ma secondo gli analisti non terrà a lungo questa posizione, e nel volgere di una quindicina d’anni slitterà al 13° posto.
Lo Stato che continuerà ad insidiare la supremazia degli Usa è la Cina, che nel giro di pochi decenni è diventata la seconda economia sul piano globale. Secondo gli esperti nel 2030 diventerà la prima, e continuerà a stupire anche l’evoluzione di quella indiana, destinata a diventare, sempre nel volgere di un decennio, la terza economia nel ranking mondiale.
di Virginia Murru
Lo ha dichiarato il settimanale economico londinese, che dopo anni di critiche, non di rado aspre nei confronti dell’Italia, ha preso atto di una riscossa che può trovare un precedente così significativo alla fine degli anni ’40, nel dopo guerra, quando il Paese era invaso dalle macerie.
di Virginia Murru
In questi drammatici anni di pandemia certamente si è riflettuto con maggiore razionalità all’esigenza di unione tra i popoli europei, l’emergenza sanitaria scatenata dal Covid-19 ha in qualche modo reso più rigidi i confini, per ovvie ragioni, ma sul versante umano e sociale si è avvertito un maggiore senso di solidarietà e pragmatismo.
di Virginia Murru
Le rilevazioni dell’Istat sono in sintonia con il clima di ripresa dell’Italia, il tasso di occupazione è un importante indicatore del buon andamento dell’Economia, particolarmente favorevole già a partire dal secondo trimestre del corrente anno.
di Virginia Murru
Mancano solo 9 anni, il 2030 è una scadenza che incombe, i target da raggiungere sono tanti, e tutti di fondamentale importanza per cambiare il volto di questo pianeta.