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di  Massimo Reina

Terrorismo, virus, nucleare, interferenze elettorali: il punto non è più affrontare le emergenze, ma viverci dentro.

Siamo ufficialmente entrati nell’era della satira involontaria. I comici possono anche smettere di scrivere: ci pensa la burocrazia europea. Dopo il piano UE per affrontare una guerra nucleare con scorte da 72 ore, la Francia rilancia con un capolavoro di realismo magico: un kit di sopravvivenza nazionale che sembra uscito dal catalogo Decathlon per principianti del campeggio, versione post-apocalittica.

La ricetta, gentilmente offerta dalle bozze di un opuscolo trapelato sui media d’oltralpe, è semplice:

  1. Sei litri d’acqua (che, ricordiamolo, equivalgono a due lavaggi dei denti durante un’emergenza),
  2. Dodici scatolette di cibo (al gusto tonno radioattivo, probabilmente),
  3. Batterie e torcia (in caso il fungo atomico oscuri il sole per i prossimi dieci anni),
  4. E, ovviamente, paracetamolo, perché nulla dice “sopravvivenza nucleare” come un antipiretico da banco.

È un po’ come se durante il Titanic ti avessero detto: “Niente panico, usate questo salvagente di gommapiuma IKEA e una tachipirina. Ma ricordate di respirare profondamente.”

Dal governo salvatore al cittadino responsabile del proprio disastro

Ma attenzione: non si tratta di ingenuità. Non è che a Parigi abbiano smarrito il manuale delle crisi. È una strategia, e anche ben rodata. Si chiama responsabilizzazione surrogata: il trasferimento silenzioso del dovere di protezione dal governo al cittadino. Se ti ammali, è colpa tua. Se resti senz’acqua, dovevi pensarci prima. Se muori sotto un bombardamento, non hai letto l’opuscolo. Un tempo esisteva lo Stato sociale. Oggi c’è lo Stato tutorial: ti dà le linee guida, i consigli, il PDF da scaricare. Poi, arrangiati.

L’Apocalisse come campagna educativa

Il punto non è più affrontare le emergenze. È viverci dentro, come se fossero una condizione permanente. Terrorismo, virus, blackout, nucleare, fake news, interferenze elettorali: ogni nuova minaccia genera un protocollo, un piano, un simulacro di intervento.

In realtà, è un gigantesco teatro psicologico. Si alimenta una narrazione continua del “pericolo imminente” per tenere la popolazione in uno stato di tensione cronica, dove non si ragiona, si ubbidisce. Non si chiede, si accetta. E soprattutto: non si vota.

Perché i governi, si sa, governano meglio quando nessuno li disturba. E quale miglior modo per spegnere il dissenso se non quello di convincerci che siamo sempre a un passo dal collasso?
La paura, oggi, è la più efficace delle leggi elettorali. Fa vincere chiunque prometta sicurezza — anche solo fittizia.

Nel frattempo, niente prevenzione. Solo paracetamolo.

Mentre i cittadini fanno incetta di scatolette, i governi evitano accuratamente di parlare di diplomazia, disarmo, neutralità attiva, indipendenza energetica. Tutti argomenti noiosi, costosi, e soprattutto poco buoni per i sondaggi. Meglio una bella torcia tascabile e via.

Ma è chiaro ormai che il vero obiettivo non è proteggere la popolazione: è addestrarla a vivere nella paura e nella rinuncia. Una società che si abitua all’emergenza diventa docile, mutevole, controllabile. Il kit francese non è un insulto all’intelligenza. È un test dell’intelligenza collettiva. Se davvero crediamo che il paracetamolo salverà l’Europa, allora meritiamo esattamente il destino che ci stanno preparando: sopravvivere nel fumo delle macerie con una torcia in mano, dicendo “Meno male che ho il mio kit”.

Per tutto il resto, c’è sempre la Tessera Sanitaria Europea. Se rimane. Come scriveva George Orwell: “In tempi di menzogna universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.”

 

 

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Info Autore
Massimo Reina
Author: Massimo Reina
Biografia:
Giornalista, scrittore e Social Media Editor, è stata una delle firme storiche di Multiplayer.it, ma in vent’anni di attività ha anche diretto il settimanale Il Ponte e scritto per diversi siti, quotidiani e periodici di videogiochi, cinema, società, viaggi e politica. Tra questi Microsoft Italia Tecnologia, Game Arena, Spaziogames, PlayStation Magazine, Kijiji, Movieplayer.it, ANSA, Sportitalia, TuttoJuve e Il Fatto Quotidiano. Adesso che ha la barba più bianca, ascolta e racconta storie, qualche volta lo fa con le parole, altre volte con i video. Collabora con il quotidiano siriano Syria News e il sito BianconeraNews, scrive per alcune testate indipendenti come La Voce agli italiani, e fa parte, tra le altre cose, dell'International Federation of Journalist e di Giornalisti Senza Frontiere. Con quest’ultimo editor internazionale è spesso impegnato in scenari di guerra come inviato, ed ha curato negli ultimi 10 anni una serie di reportage sui conflitti in corso in Siria, Libia, Libano, Iraq e Gaza.
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