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di  Monica Vendrame 

Genova, 22 maggio -  Anche quest’anno, nel giorno dedicato alla memoria della Santa umbra, una moltitudine di persone, gremita e ordinata, ha affollato le bancarelle di rose, sistemate attorno alla Chiesa di Nostra Signora della Consolazione, della centralissima Via XX Settembre.

All’interno del luogo di culto sono state benedette le rose, simbolo della santa, andando ad arricchirne progressivamente l’altare. Ma la tradizione vuole che il fiore venga anche donato.

«La festa di Santa Rita – ha detto l’assessore al Commercio, alle Tradizioni e alle Pro Loco – è una festa molto sentita per i genovesi, che ogni anno si ritrovano alla chiesa di N.S. della Consolazione a comprare almeno una rosa, omaggio alla Santa e come buon augurio. Vedere quel tratto del nostro centro invaso pacificamente dai fiori, con il loro profumo e la loro bellezza, è sempre uno spettacolo straordinario che dimostra la devozione dei nostri concittadini nei confronti di questa santa straordinaria, una donna la cui vita e il cui esempio sopravvivono nei secoli».

Si racconta  che Santa Rita, ormai malata e vecchia, chiese a una cugina, andata a farle visita, di portarle in dono due fichi secchi e una rosa  del suo orto.  Alla richiesta dell’anziana, la parente, rimase senza parole sostenendo l’impossibilità di trovare le cose richieste in pieno inverno. Ma tornando a casa, ella le rinvenne nella neve. Questo fu un miracolo che dimostrò l’eccezionalità della Santa. Divenne da subito la ‘santa degli impossibili’ perché, dal giorno della sua morte, sarebbe scesa a sostenere i bisognosi realizzando miracoli prodigiosi, altrimenti irrealizzabili.

Le rose non sono dei talismani, solo se c’è la fede alla base si possono ottenere cose grandi. Quindi, simboleggiano un segno sacro, una devozione che i fedeli portano a casa come segno di protezione di Santa Rita, come segno della celeste intercessione presso il Signore di questa grandissima Santa.

 

 

La sua santità rimane, a distanza di ben oltre 600 anni, un faro di luce e di conforto.

Cara Santa Rita, tu sei stata sposa, madre, vedova e infine Monaca Agostiniana. Hai conosciuto diverse condizioni di vita, ma un filo d’oro ha unito tutte le stagioni della tua esistenza, il filo prezioso dell’Amore. Cara Santa Rita, oggi il mondo sta vivendo una drammatica carestia di amore. Tante persone non sanno più amare perché l’egoismo sembra aver contagiato l’intera umanità. Con la tua intercessione fa piovere dal cielo una pioggia di petali di rose, petali di vero amore che arrivino al cuore. Che una spina della passione di Gesù entri nella nostra anima e ci ricordi che l’amore del Divino Crocifisso da tanto tempo aspetta la risposta del nostro amore”.

 

 

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Monica Vendrame
Author: Monica Vendrame
Biografia:
Vive a Pegli, affacciata sul mare di Genova, dove il cielo e l’orizzonte si fondono, ispirando la sua anima creativa. Direttrice editoriale del quotidiano online La Voce agli Italiani, scrive articoli che uniscono rigore giornalistico a una sensibilità unica, affrontando temi sociali, culturali e di attualità con profondità e originalità. Vicepresidente dell’Associazione culturale Atlantide - Centro studi nazionale per le arti e la letteratura, è una promotrice instancabile di eventi culturali, dedicandosi a progetti che celebrano l’arte e la parola. Scrittrice e poetessa, traduce in versi le emozioni più profonde, trasformando il quotidiano in poesia. Attualmente sta lavorando al suo primo volume di liriche, un’opera intima e suggestiva che vedrà la luce nel 2025, promettendo di regalare ai lettori un viaggio attraverso i sentimenti e le riflessioni che animano il suo mondo interiore. Curiosa per natura, è sempre in ascolto del mondo che la circonda, con uno sguardo attento e sensibile alle sfumature della vita. La sua sete di conoscenza la porta a leggere, approfondire e rimanere aggiornata su svariati argomenti, soprattutto quelli che toccano le corde della sua anima. Nutre un amore sviscerato per gli animali, creature che considera messaggeri di purezza e bellezza, e si diletta a catturare attimi fuggenti con la sua macchina fotografica, fermando nel tempo immagini che la emozionano. Ama la pittura, apprezzandone la capacità di trasformare colori e forme in emozioni visive, e trova nell’arte in tutte le sue espressioni una fonte infinita di ispirazione. La sua vita è un intreccio di parole, immagini e passioni, un caleidoscopio di interessi che riflette una personalità poliedrica e generosa. Con la sua scrittura, il suo impegno giornalistico e la sua dedizione alla cultura, continua a seminare bellezza, ispirazione e connessione.
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