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di Giovanni Macrì

 Purtroppo si allunga la scia di sangue lasciata dai caduti sul lavoro.

Solo ieri, altre tre vittime in tre incidenti mortali.

A Sant’Antonio Abate (Na), un operaio della SB Ecology S.r.l., Nicola Sicignano di 50 anni, è rimasto incastrato con il braccio e la testa nel nastro trasportatore della linea di lavoro. Era nato nel napoletano, a Vico Equense, e risiedeva a Gragnano (Na). Sull’incidente sono in corso le indagini della Compagnia di Castellammare di Stabia, del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata con la collaborazione del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro e dell’Asl di Napoli.

Nel pordenonese, Daniele Tafa di Vajont (Pn), un giovane di 22 anni, appena compiuti, che lavorava presso la STM S.r.l., azienda di Maniago specializzata in stampaggio a caldo, è morto, poco dopo aver iniziato il turno di notte, trafitto da una scheggia. Stava operando su una macchina atta alla lavorazione a caldo di ingranaggi industriali in acciaio, quando la rottura di un pezzo ha fatto sì che una scheggia incandescente lo trafiggesse alla schiena, uccidendolo sul colpo. Aveva compiuto 22 anni e un tragico destino ha spezzato tutti i suoi sogni, il suo... futuro.

Infine, un terzo operaio di 38 anni, Umberto Rosito, mentre stava lavorando, predisponendo la segnaletica per un cantiere stradale gestito da una impresa locale, poco oltre lo svincolo di Orvieto in direzione Firenze, sulla carreggiata nord dell’Autosole, è stato investito da un mezzo pesante in transito. Lascia la compagna e una bambina di tre anni. Sulla dinamica sono in corso indagini della polizia stradale di Orvieto. Sul posto sono intervenuti anche personale e dirigenti sia della ditta presso cui lavorava l’operaio e di Autostrade per l’Italia. Indaga la procura di Terni.

Insomma, non passa giorno che, attraverso i media, non si venga a sapere che ci sono stati feriti sul lavoro, anche gravi, e che, purtroppo, ci sono pure morti... le cosiddette “morti bianche”.

Nel 2024 i caduti sui luoghi di lavoro, secondo l’Osservatorio di Bologna, sono stati 1055, + 4,7% dell’anno precedente, mentre 426 in itinere, cioè incidenti stradali verificatisi nel tragitto casa-lavoro e viceversa e, per questa ragione, ricompresi da anni nelle statistiche delle morti sul lavoro.

A questi si devono aggiungere un numero di vittime non registrate ufficialmente, una realtà sommersa, quelle dei lavoratori in nero, che rende ancora più drammatica tale emergenza.

Nel solo mese di gennaio 2025, i caduti sui luoghi di lavoro ben... 59.

Una strage silenziosa e in continuo aumento. Una piaga intollerabile del mercato del lavoro italiano.

Eppure il monito del nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine anno era stato, affrontando il tema degli incidenti sul lavoro: “Non possono più bastare parole di sdegno: occorre agire, con responsabilità e severità. Gli incidenti mortali - tutti - si possono e si devono prevenire!”.

Foto Web

 

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Info Autore
Giovanni Macrì
Author: Giovanni Macrì
Biografia:
Medico chirurgo-odontoiatra in Barcellona Pozzo di Gotto (ME) dal 1982 dove vivo. Ho 65 anni e la passione per la scrittura è nata dal momento che ho voluto mettere nero su bianco parlando della “risurrezione” di mia figlia dall’incidente che l’ha resa paraplegica a soli 22 anni. Da quel primo mio sentito progetto ho continuato senza mai fermarmi trovando nello scrivere la mia “catarsi”. Affrontando temi sociali. Elaborando favole, romanzi horror, d’amore e polizieschi. Non disdegnando la poesia in lingua italiana e siciliana, e completando il tutto con l’hobby della fotografia. Al momento ho 12 pubblicazioni con varie case editrici.
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