di Filippo Vagli
Al termine della ventinovesima giornata di campionato, la Serie A si presenta come un palcoscenico infuocato, dove la lotta per lo scudetto si fa sempre più serrata. Le squadre, ognuna con le proprie ambizioni e speranze, si contendono punti fondamentali in un clima carico di tensione e adrenalina. Gli allenatori devono gestire non solo la tecnica, ma anche la psicologia dei loro giocatori.
I risultati del weekend scorso, con l’Inter vittoriosa per 2-0 sul campo dell’Atalanta e il Napoli fermato sullo 0-0 a Venezia, hanno delineato una classifica che vede la squadra di Inzaghi prima a 64 punti, seguita dai partenopei a 61 e dagli orobici a 58. La sfida di Bergamo ha visto trionfare i nerazzurri di Milano che, al termine di una autentica battaglia caratterizzata da intensi duelli in ogni parte del campo e da trame di gioco efficaci, ha superato meritatamente la formazione di Gasperini. I bergamaschi continuano a lottare per lo scudetto, ma i sei punti di distanza dall'Inter in classifica iniziano a farsi sentire. Il Napoli ha mancato un'importante occasione pareggiando contro il Venezia, penultimo in classifica, in una partita fondamentale per chi aspira a vincere il campionato. Gli azzurri, in laguna, hanno avuto diverse occasioni per segnare, ma non hanno dimostrato la stessa fluidità di gioco che li ha contraddistinti nella prima parte della stagione, collezionando cinque pareggi, una vittoria e una sconfitta negli ultimi quarantacinque giorni.
Risultati, quelli del ventinovesimo turno, che hanno messo in discesa il percorso dell'Inter, con la principale insidia rappresentata dagli impegni di Champions League, che richiederanno un significativo dispendio di energie fisiche e mentali per i meneghini. Se Simone Inzaghi saprà gestire al meglio le energie dei suoi giocatori, i nerazzurri si presenteranno come i favoriti in questa fase finale, nonostante debbano ancora superare diversi ostacoli. Attualmente l'Inter sembra essere la squadra più competitiva in Italia, grazie alla qualità del suo organico e alla sua abilità nel gestire le pressioni. Ipotesi confermata dalla vittoria ottenuta in casa dell'Atalanta, che ha messo in luce una notevole forza tecnica, tattica e mentale. Una squadra matura, esperta, in cui risulta complicato individuare un punto vulnerabile.
Ad unire Inter, Napoli e Atalanta è il comune denominatore rappresentato dal sistema di gioco con i tre difensori centrali. Difesa a tre che pare essere vincente nella serie A italiana, anche se parlare di linea difensiva a tre o a quattro, in questo calcio moderno, è una semplificazione; considerando le dinamiche di movimento dei giocatori in campo. Stesso approccio a livello di sistema di gioco, ma al contempo estremamente differente per Simone Inzaghi, Gian Piero Gasperini e Antonio Conte: i primi due impiegano raramente una difesa a quattro, effettuando solo occasionali aggiustamenti durante le partite.
Al contrario, Antonio Conte ha storicamente adottato un approccio tattico più flessibile. Ha iniziato la carriera di allenatore conquistando due campionati di Serie B, con Bari e Siena, utilizzando il modulo 4-2-4; per poi adattarsi alle diverse caratteristiche dei giocatori a sua disposizione. La squadra di Inzaghi ha trovato il miglior
equilibrio con una difesa a tre che si trasforma in una linea a cinque quando si difende, mentre prevede l'avanzamento di Bastoni a mezzala in fase di possesso, aggiungendo di fatto un centrocampista al gioco. Per quanto riguarda l'Atalanta, il sistema a tre si ispira all’Ajax di Louis van Gaal degli anni Novanta, con il “Gasp” che sposta di sovente uno dei tre centrarli di difesa vicino ai mediani, guadagnando anch’esso un uomo in più in mezzo al campo.
Infine, il Napoli di Conte adotta una linea a tre meno definita. Fino a quando K'varatskhelia è rimasto a Napoli, il tecnico salentino ha optato per un piuttosto tradizionale 4-3-3, per poi tornare ad un 3-5-2, a geometria variabile, con Lukaku e Raspadori in avanti. Un sistema di gioco alquanto dinamico, con Di Lorenzo che in fase di possesso si muove in posizione di terzino di spinta a destra lasciando i soli Rahmani e Buongiorno come difensori centrali, con Lobotka a dare una mano ai due in caso di transizioni negative. In questo caso Politano (teoricamente il quinto a destra), con Di Lorenzo che si allarga alle sue spalle, diventa un vero e proprio attaccante aggiunto.
Tre approcci diversi per difendere a tre. Tre strade distinte per conquistare il titolo di campione d’Italia. Rimangono ancora nove partite da disputare e ci sono 27 punti in palio, un bottino significativo per tre squadre che sono separate da sole sei lunghezze. Una corsa al titolo che, nonostante l’Inter sia in testa, si preannuncia come una delle più avvincenti degli ultimi anni.