di  Monica Vendrame 

Nella notte tra mercoledì e giovedì, Napoli è stata scossa da una forte scossa di terremoto, avvertita distintamente in città e nei dintorni. L’epicentro, registrato all’1:00 in mare a Pozzuoli, ha riacceso paure mai sopite e lasciato dietro di sé non solo danni materiali, ma anche un senso di inquietudine. Mauro Di Vito, direttore dell’Osservatorio Vesuviano, ha rassicurato: "Non è il Vesuvio". Eppure, per chi vive in questa terra, ogni scossa è un promemoria della fragilità del suolo che calpestiamo.

La scossa, di magnitudo 4.4, è stata una delle più intense degli ultimi anni, paragonabile a quella del 20 maggio dello scorso anno. Questa volta, però, gli effetti si sono concentrati maggiormente verso est, causando danni più significativi nella parte orientale della zona sismogenetica. "Il meccanismo è stato tale da generare forti accelerazioni al suolo, con vibrazioni particolarmente intense nell’area centrale di Napoli", ha spiegato Di Vito.

I Campi Flegrei, da anni, sono in uno stato di inquietudine. Dal 2005, il suolo si solleva lentamente, accompagnato da scosse e emissioni di gas. Una crisi bradisismica che sembra non voler concedere tregua. "Ma il Vesuvio non c’entra", ribadisce Di Vito. "Sono due vulcani diversi, con dinamiche separate". Eppure, per chi vive qui, la distinzione a volte sfuma nella paura di un futuro incerto.

 

 

Dopo la scossa, molti cittadini si sono riversati nelle strade, cercando un posto sicuro. L’ex base Nato di Bagnoli, trasformata in un punto di accoglienza, è diventata un simbolo di speranza. "La gente deve essere accolta, non lasciata fuori", ha dichiarato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Tra tendoni, servizi igienici e assistenza sanitaria, si cerca di ricostruire un senso di normalità.

Intanto, il vulcanologo Giuseppe De Natale lancia un appello: "Servono centinaia di professionisti per verificare la stabilità degli edifici, casa per casa. E, se necessario, evacuare". La terra continua a muoversi, sollevata da pressioni sotterranee che potrebbero portare a scosse ancora più intense, forse di magnitudo 5. "Quella di stanotte è stata tra le più forti dal 1500", ricorda, come a sottolineare che questa non è una crisi qualsiasi.


A distanza di neanche un giorno dalla scossa, Napoli cerca di tornare alla normalità, ma la paura rimane. Ogni terremoto è un promemoria: la terra sotto i nostri piedi è viva, e a volte ci ricorda la sua forza con violenza. Il monitoraggio costante, le strutture di accoglienza e le parole rassicuranti degli esperti sono fondamentali, ma non bastano. Serve anche la forza di una comunità unita, pronta a sostenersi nei momenti più bui. Perché, in fondo, è nelle crisi che si scopre il vero valore di chi siamo.

* foto di Today.it

 

Info Autore
Monica Vendrame
Author: Monica Vendrame
Biografia:
Vive a Pegli, affacciata sul mare di Genova, dove il cielo e l’orizzonte si fondono, ispirando la sua anima creativa. Direttrice editoriale del quotidiano online La Voce agli Italiani, scrive articoli che uniscono rigore giornalistico a una sensibilità unica, affrontando temi sociali, culturali e di attualità con profondità e originalità. Vicepresidente dell’Associazione culturale Atlantide - Centro studi nazionale per le arti e la letteratura, è una promotrice instancabile di eventi culturali, dedicandosi a progetti che celebrano l’arte e la parola. Scrittrice e poetessa, traduce in versi le emozioni più profonde, trasformando il quotidiano in poesia. Attualmente sta lavorando al suo primo volume di liriche, un’opera intima e suggestiva che vedrà la luce nel 2025, promettendo di regalare ai lettori un viaggio attraverso i sentimenti e le riflessioni che animano il suo mondo interiore. Curiosa per natura, è sempre in ascolto del mondo che la circonda, con uno sguardo attento e sensibile alle sfumature della vita. La sua sete di conoscenza la porta a leggere, approfondire e rimanere aggiornata su svariati argomenti, soprattutto quelli che toccano le corde della sua anima. Nutre un amore sviscerato per gli animali, creature che considera messaggeri di purezza e bellezza, e si diletta a catturare attimi fuggenti con la sua macchina fotografica, fermando nel tempo immagini che la emozionano. Ama la pittura, apprezzandone la capacità di trasformare colori e forme in emozioni visive, e trova nell’arte in tutte le sue espressioni una fonte infinita di ispirazione. La sua vita è un intreccio di parole, immagini e passioni, un caleidoscopio di interessi che riflette una personalità poliedrica e generosa. Con la sua scrittura, il suo impegno giornalistico e la sua dedizione alla cultura, continua a seminare bellezza, ispirazione e connessione.
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