di Monica Vendrame
A pochi giorni dalla 75esima edizione del Festival di Sanremo, la Rai ha deciso di fare un passo decisivo presentando ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar della Liguria, che aveva giudicato illegittimo l’affidamento diretto dell’organizzazione del Festival della Canzone Italiana alla tv di Stato. La Rai sostiene che il Festival e il suo format siano inseparabili dal marchio Rai, affermando che Sanremo non esisterebbe senza la sua regia televisiva.
La sentenza del Tar e la risposta della Rai
Lo scorso dicembre, il Tar della Liguria aveva emesso una sentenza che aveva fatto discutere: 58 pagine in cui si dichiarava illegittimo l’affidamento diretto alla Rai da parte del Comune di Sanremo, imponendo che, a partire dal 2026, l’organizzazione del Festival fosse affidata attraverso una gara pubblica. Una decisione che aveva messo in discussione il tradizionale ruolo della Rai nella gestione dell’evento.
La tv di Stato, però, non ha accettato passivamente la sentenza. Con il ricorso al Consiglio di Stato, la Rai ribadisce che il Festival è un evento di interesse nazionale, che deve essere trasmesso in chiaro e in alta definizione, garantendo la massima copertura su tutto il territorio italiano. Inoltre, sottolinea come il Comune di Sanremo, negli ultimi anni, si sia limitato a occuparsi della logistica, mentre in passato contribuiva anche finanziariamente all’organizzazione. Per la Rai, il legame tra il Festival e la tv pubblica è così radicato che, in oltre settant’anni, Sanremo non sarebbe mai stato lo stesso senza di essa.
La richiesta di sospensiva e le tensioni con il Comune
Il team legale della Rai, composto da Giuseppe De Vergottini, Aristide Police, Filippo Degni, Marco Petitto e Claudio Mangiafico, ha anche chiesto la sospensiva della sentenza del Tar. L’obiettivo è evitare che il Comune di Sanremo possa indire una gara per l’organizzazione del Festival in tempi brevi, rischiando di compromettere l’edizione del 2026.
Intanto, il sindaco di Sanremo, Giovenale Bottini, si trova in una posizione complicata. La Rai ha già fatto sapere che, in caso di gara pubblica, potrebbe decidere di spostare il Festival in un’altra città, trasformandolo in un evento itinerante. Tra i possibili competitor della Rai c’è Warner, che negli ultimi anni ha già “rubato” alla tv di Stato figure di spicco come Fabio Fazio e Amadeus, storici conduttori del Festival.
Secondo alcune voci riportate dal Corriere della Sera, la Rai starebbe esercitando pressioni sul Comune affinché, nel caso si renda necessario un bando, vengano inseriti criteri che favoriscano chi ha una lunga esperienza nell’organizzazione di eventi canori, come appunto la Rai.
Le reazioni del settore televisivo
Mediaset, da parte sua, ha preferito non entrare nel merito della questione. Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato del gruppo, ha dichiarato: “Sanremo è un pezzo della Rai, e la Rai è il vero motore del Festival. Da italiano, mi auguro che Sanremo rimanga in Rai”.
La sentenza del Tar e il ricorso di Just Entertainment
La sentenza del Tar era stata emessa in seguito al ricorso presentato da Just Entertainment, una società attiva nell’editoria musicale e nell’organizzazione di eventi. Nel marzo 2023, la società aveva manifestato al Comune di Sanremo il proprio interesse a ottenere i diritti di sfruttamento economico e commerciale del Festival, proponendosi come organizzatore dell’evento. Non avendo ricevuto risposta, Just Entertainment aveva impugnato la decisione del Comune di affidare direttamente alla Rai l’organizzazione del Festival, incluso l’uso esclusivo del marchio.
La Rai, tuttavia, aveva replicato con un comunicato in cui affermava che il Tar aveva confermato la validità della convenzione con il Comune di Sanremo per l’edizione 2025 e la titolarità del format televisivo della Rai. “Nessun rischio che il Festival, nella sua forma attuale, possa essere organizzato da terzi”, aveva dichiarato la tv di Stato.
Il futuro del Festival
Ora, con il ricorso al Consiglio di Stato, si apre una nuova fase di confronto legale che potrebbe ridefinire il futuro del Festival di Sanremo. Mentre la Rai difende il suo ruolo storico, il Comune di Sanremo si trova a dover bilanciare le esigenze di trasparenza con la tradizione e l’identità di un evento che da decenni rappresenta un pilastro della cultura italiana.