di Giuseppe Caruso
Sembra un dipinto. Sono le case di una volta che, anche se disabitate, hanno sempre un fascino particolare. All'interno, le poche stanze erano dipinte con colori forti. Colori pastello o quelli che avanzavano da altri lavori. Il rosa antico, il verde, l'azzurro. I colori più strani. Alcune stanze erano dipinte di due colori diversi perché il primo colore era finito.
Ora non ci abita più nessuno, ma sembra di sentire ancora i bambini giocare e la mamma seduta sulle scale con le amiche a parlare mentre con le mani cucivano coperte di mille colori. Quelle a quadrettoni colorate, le coperte più calde. Sono case disabitate ma si sente ancora il profumo di lana.
Erano case piccole, ma "sapevano" di vita. Le case di una volta hanno un'anima che non muore mai.
Le case di una volta non erano solo mattoni e intonaco: erano il cuore pulsante di intere generazioni. Oggi, anche se vuote, continuano a parlarci. Ci ricordano che la bellezza sta nelle piccole cose, nei colori improvvisati, nelle risate che risuonano ancora tra quelle mura. Sono testimoni silenziosi di un tempo in cui la vita scorreva più lentamente, e ogni oggetto, ogni dettaglio, raccontava una storia. Ci insegnano che ciò che rende speciale un luogo non è la sua perfezione, ma l’amore e le emozioni che ha ospitato.
(La Redazione)
Info Autore
Author: GIUSEPPE CARUSO
Biografia:
Giuseppe Caruso è un artista italiano noto soprattutto per i suoi vivaci murales che hanno
trasformato il volto del suo paese d'origine, Petilia Policastro, in Calabria. Dopo aver vissuto e
lavorato in diverse città europee, ha deciso di tornare nella sua terra natale per dare un contributo
alla sua comunità. Nato a Catanzaro nel 1977 si diploma al Liceo Scientifico “Raffele Lombardi
Satriani" e nel 1996 e si iscrive al corso di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Due
anni dopo si trasferisce a Firenze concludendo il suo percorso di studi a Berlino presso la
Fachhochschule di Potsdam. Per due anni consecutivi, il 2009 e il 2010, è stato inserito nell’elenco
redatto da Web Index Design tra i 1000 webdesigner più interessanti del mondo. Nel 2013 è stato
nominato Direttore Area Web dell’Arcidiocesi di Crotone – Santa Severina . Fu l’ideatore
dell’associazione Alto Marchesato. Nel 2017 disegna la copertina del singolo di Francesco Tricarico
dal titolo "Brillerà”. Nel 2018 per due anni guida la Compagnia delle Opere della Calabria. Negli anni
del Covid, nel 2020, realizza il suo primo murales, una grande bambina che annaffia una pianta. Da
lì non si è più fermato ridando vita, insieme alla moglie Manuela, ad un vicoletto oramai
abbandonato, definito uno dei vicoli più belli della Calabria dalla rivista Calabria Straordinaria e dove
ora ha sede Libri Liberi, una libreria libera ideata da Manuela dove ognuno può prendere o portare
un libro. I Lavori di Caruso hanno attirato le attenzioni di vari media nazionali e regionali. Di recente
una rivista americana STREET ART UTOPIA ha selezionato un suo lavoro dal titolo “Hӓnsel” insieme
ad altri 5, inserendolo tra i 6 murales più Vibrant (=Emozionali) al mondo. E’ stato selezionato come
Personaggio Social 2023 dalla rivista CrotoneOk, ha ricevuto insieme a sua moglie il premio “Che Bel
Fior!” istituito da Arci Il Barrio. Le opere di Caruso sono spesso caratterizzate da colori vivaci e da un
forte impatto visivo. L'artista non si limita a creare opere d'arte, ma si impegna attivamente nella
riqualificazione del suo paese. Ha promosso progetti di arte pubblica, ha organizzato eventi culturali
e ha contribuito a creare una comunità più viva e dinamica. La scelta di tornare in Calabria dopo anni
passati all'estero rappresenta un esempio di come l'arte possa essere uno strumento per
riconnettersi con le proprie radici e per dare un contributo positivo al proprio territorio. La maggior
parte dei murales di Giuseppe Caruso si trova a Petilia Policastro. Passeggiando per le strade del
paese, puoi ammirare le sue creazioni e immergerti in un'atmosfera unica e colorata. La storia di
Giuseppe Caruso è un esempio di come l'arte possa essere uno strumento potente per trasformare
le comunità e per creare un mondo più bello e colorato. Le sue opere ci invitano a riflettere sul nostro
rapporto con il territorio, con le nostre origini e con la creatività. Nel vicoletto sono arrivati i primi
turisti, poi tanti libri e tanti bambini. Ora dal piccolo e anonimo vicoletto ha la possibilità di dialogare
e far conoscere il suo paese e le sue semplici storie a tutto il mondo. E in molti, seguendo il loro
esempio, stanno continuando a riempire la Calabria di colore, di libri e di cultura.
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