di Giovanni Macrì
È durato solo poche ore il maldestro tentativo di fuga dell’assassino di Sara Campanella.
Stefano Argentino, questo è il nome del killer, un 27enne, studente nella stessa facoltà della sua vittima, il corso di laurea in Tecniche di laboratorio biomedico all’Università degli studi di Messina. Era patologicamente invaghito della ragazza senza essere corrisposto.
Una volta individuato dall’analisi delle riprese delle telecamere di videosorveglianza poste all’esterno del Policlinico e dalle testimonianze di alcuni colleghi della giovane, i militari dell’Arma dei Carabinieri hanno cercato di rintracciarlo nell’abitazione cui fruiva a Messina. Non avendolo trovato le ricerche sono state estese al paese natio del giovane: Noto (SR). E grazie al supporto dei militari del Comando provinciale di Siracusa è stato rintracciato nell’abitazione di famiglia e qui posto in arresto con l’accusa di omicidio volontario.
Questa la dichiarazione del Procuratore capo di Messina, dott. D’Amato: "Da quando Sara Campanella si era iscritta all'Università, Stefano Argentino le aveva manifestato, attenzioni insistenti e reiterate nel tempo, cercando di conquistare il suo interesse con comportamenti molesti! Con cadenza regolare importunava la vittima, proponendosi e chiedendole di uscire per approfondire il loro rapporto, non fermandosi neppure innanzi al rifiuto della ragazza!". Ha poi aggiunto che Sara aveva parlato ad alcuni colleghi del corso universitario di queste attenzioni malate, manifestando “fastidio”.
Secondo la ricostruzione lo stalker avrebbe chiesto a una collega dove fosse Sara e, una volta raggiuntala con la sua auto, ha provato a parlarle.
Sara nel vederlo ha urlato più volte: "Basta, lasciami, basta!", provando al contempo a scappare dal suo carnefice. Ultimo suo SMS inviato ad un’amica: "Il malato mi segue!".
Non c’è stato nulla da fare, un fendente alla gola ha messo la parola fine alla sua vita distruggendo in un attimo tutti i sogni di una giovane ventiduenne. Lo hanno raccontato i testimoni che hanno assistito al delitto, uno dei quali ha anche tentato di rincorrere l'assassino, senza, peraltro, riuscire a prenderlo.
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